Metti una cena all'improvviso............

Domenica sera....telefonata da una coppia di amici: "passiamo da te a riprendere il gattino" ed io "ma vi fermate qui a cena?", risposta "sì dai". E ora che preparo?????? E' domenica sera, sono le sette passate, io sono in tenuta da casa con zero voglia di uscire e soprattutto zero voglia di ordinare una pizza. Apro il frigo dal quale ritorna l'eco per quanto e vuoto ma dietro una scatola trovo lei! Ancora chiusa nella carta regalo e nel fiocco, come la impacchetta la mia mamma quando la porto nel bagaglio a mano dell'aereo: la mitica 'NDUJA di Spilinga. Per chi non avesse mai assaggiato questa prelibatezza, la 'Nduja è un salume tipico della mia terra, la Calabria, dalla consistenza cremosa e dal un gusto particolarmente piccante. Sull'origine del nome vi sono varie teorie: forse deriva dal latino  “inducere“, cioè introdurre, lo stesso da cui deriva la denominazione di alcuni salumi piemontesi, chiamati “salam dla doja” e dei francesi “andouille“, una particolare salsiccia di maiale affumicata. La sua origine è quella di un piatto povero: infatti le parti grasse del maiale (lardo, grasso e pancetta) avanzate dalla vendita delle parti più nobili dell'animale, venivano mescolate a peperoncino (la proporzione prevede per 2 Kg di carne 1 Kg di peperoncino piccante calabrese). Il peperoncino garantiva la conservazione della carne. Quindi l'insaccato veniva salato ed affumicato. E' proprio l'affumicatura che conferisce alla 'nduja il suo particolare profumo e sapore. 

Tornando alla cena grazie all'nduja avevo l'ingrediente perfetto per la mia portata principale, che ho costruito trovando qualche altro ingrediente in dispensa.
Ecco la ricetta.
La foto non è il massimo, ma l'ho scattata a tavola con il cellulare e non mi sembrava carino far aspettare i miei ospiti per costruire il set fotografico per la mia reflex!!!!!!
Alla prossima!!!!!!!!


Pasta alla 'Nduja Last Minute

 Per 4 persone
  • 350 g di pasta (io ho optato per i Radiatori della Rummo, ma sarebbe perfetta anche una buona pasta integrale lunga o corta a vostra scelta)
  • 70 g di Nduja di spilinga
  • 1 spicchio di aglio 
  • olio extravergine di oliva
  • 10 pomodorini pachino
  • 1 manciata di foglie di spinaci freschi (facoltativi)
  • 10 pomodorini secchi al naturale
  • 3 cucchiai di olive taggiasche denocciolate sott'olio
  • qualche foglia di basilico
  • pane raffermo grattugiato qb
  • sale qb
  • caciocavallo stagionato grattugiato (o pecorino in alternativa)
Per prima cosa ho messo sul fuoco l'acqua per la pasta. In una tazza ho fatto rinvenire i pomodori secchi in acqua tiepida per 10 minuti. A parte, ho fatto scaldare in una padella capiente 3 cucchiai di olio e lo spicchio di aglio in camicia. Ho aggiunto quindi i pomodorini pachino tagliati a metà e li ho fatti cuocere per 10 minuti circa. Quindi ho unito al sugo la 'nduja a pezzetti che ho fatto sciogliere nel soffritto, i pomodori secchi tagliati a pezzetti e le olive taggiasche. Ho cotto la pasta in acqua salata lasciandola indietro di cottura di 3  minuti. Ho scolato la pasta conservando un pò dell'aqua di cottura e quindi l'ho saltata nel sugo aggiungendo gli spinaci freschi e un poco di acqua di cottura. Prima di servire la pasta l'ho saltata in padella aggiungendo il basilico, una manciata di pane raffermo grattugiato e il caciocavallo. (PS: Non ho salato il sugo perchè il caciocavallo era abbastanza saporito. )

In abbinamento: Oroaio, cantina De Ricci, 2009, uvaggio di Sangiovese, merlot e cabernet sauvignon. Al naso frutti rossi e spezie, in bocca tannini vivaci addolciti dalla nota morbida del merlot, peperone verde sul finale di bocca. Un vino abbastanza persistente dalle note dolci e morbide che si è ben accostato a questa pasta a sua volte piccantina ma non troppo e corposa.


Commenti

  1. La foto rende perfettamente la bontà di questo piatto "improvvisato": Buona serata :)

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