Alla Scoperta di Pantelleria, la perla nera del mediterraneo



Ho letto da qualche parte che Pantelleria o la ami o la odi. Beh, io l’ho amata. E l’ho amata sul serio.

Ci sono stata per una settimana con due amici (e un Bassotto). Quando sono partita non avevo troppe aspettative: cercavo solo mare, relax e silenzio. E invece mi sono ritrovata catapultata in un’isola sorprendente, viva, accogliente. Verde e rigogliosa, nonostante l'origine vulcanica, e popolata da persone gentili e autentiche.

A prima vista può sembrare un po’ brulla, con tutte quelle rocce nere e forme spigolose, ma basta un attimo per innamorarsene. Il mare è incantevole con le sue acque blu e cristalline. Non esistono spiagge, solo calette tra le rocce, che a volte sono impervie o scoscese, ma vale la pena di faticare un pò per raggiungere quell'acqua  incredibile.

Pantelleria è anche natura viva, è territorio lavorato con rispetto. Uliveti, vigneti, capperi ovunque. E poi c'è la mano dell'uomo che ha costruito i "Dammusi",  casette basse in pietra lavica, con finestre piccole e muri spessi, con il tetto  a cupola coperto di calce bianca.



Quello che mi ha colpito di più è la loro storia: un tempo erano composti da tre stanze principali — una camera principale, (quella che noi definiremmo “zona living”), una camera matrimoniale chiamata “alcova” e un’altra più piccola, il “camerino”, dedicato ai bambini. La cucina? Spesso fuori, all’aperto.
Ma la cosa davvero geniale è il tetto: la forma a cupola non è solo artistica, ma serve a raccogliere l’acqua che si forma dall’umidità della notte, convogliandola tramite canalette in una cisterna.
Qui a Pantelleria l’acqua è oro, perché non ci sono sorgenti d’acqua dolce — arriva solo dalla terraferma o dall’ingegno di chi ha saputo trovare un modo per recuperarla. Un esempio perfetto di come l’uomo e la natura possono vivere in armonia.

Pantelleria è il posto ideale per chi ama il mare, ma non solo per prendere il sole: qui si nuota tra scogliere, si ascoltano storie vere, si mangia bene e si beve meglio.

Ho conosciuto persone straordinarie, vignaioli che ogni giorno sfidano il vento e il sole, difendendo con il loro lavoro e i caratteristici muretti a secco, le loro piante di vite alte poco più di un metro, dette  "ad alberello". Qui si producono vini straordinari ed in particolare lo Zibibbo, sia in versione "secca" che  passito.

Di seguito trovate gli appunti del mio viaggio a Pantelleria, un estratto di quello che ho vissuto, assaggiato e amato. Pronti a partire con me?

Le Spiagge (o meglio, calette!)


Pantelleria non ha le classiche spiagge da cartolina, ma ha qualcosa di meglio: calette nascoste, scogliere nere e acque che ti levano il fiato. Qui non si va al mare… si va nel mare. E ogni bagno è una piccola conquista. Ecco quelle che ho visitato
 
📍 Cala del Bue Marino
Una delle mie preferite. Caletta di scogli, accesso non troppo ripido e un paesaggio che sembra uscito da un film. Le rocce nere creano delle “vasche naturali” dove si raccoglie l’acqua, perfette per un tuffo selvaggio. Il mare? Trasparente, azzurro, un po’ mosso… ma affascinante.
 
📍 Cala Gadir
Siamo sul lato est dell’isola. Questa caletta è famosa per le vasche termali naturali (che non ho provato, perchè sempre occupate da qualcuno!!!!). C’è una pedana di cemento e una di legno dove sdraiarsi al sole in comodità. L’accesso al mare è facile, l’acqua limpida, qualche barca in rada, ma mai troppo affollata. Proprio sopra Cala Gadir c'è la meravigliosa villa-dammuso di Armani. 

📍 Lago di Venere
Da vedere assolutamente. L’unico vero tratto sabbioso dell’isola. È il cratere di un antico vulcano, con acqua celeste e fondale limaccioso perfetto per i fanghi. 




📍 Cala Tramontana
Scogli, pedana in legno, accesso semplice. È un po’ più ventosa della “sorella” dirimpettaia Cala Levante. Da qui si raggiunge con una piccola passeggiata l’Arco dell’Elefante, uno dei simboli di Pantelleria. Non è la discesa più facile del mondo, ma l’acqua ti ripaga di ogni passo.

📍 Cala Mursia
Lato ovest, tra Scauri e il centro di Pantelleria. Piccola caletta raggiungibile con una deviazione dalla strada principale. C’è un parcheggio e l’accesso è piuttosto semplice. Si tratta di una mini spiaggia di scogli e sassi in un’insenatura tranquilla.



Cantine e Degustazioni

Pantelleria è terra di vento, sole e... vino. E non parlo solo del passito (che è una poesia), ma anche di vini secchi, profumati e minerali che raccontano l’isola in ogni sorso. E poi ci sono loro: i vignaioli. Persone vere, che con passione e ostinazione tengono viva una tradizione antica, spesso sfidando il clima e le pendenze.
 
🍷 Cantine Minardi
Abbiamo fatto un aperigusto (letteralmente, un aperitivo - cena luculliano) dopo la visita alla cantina. Producono sei tipologie di vini, tutte con uve raccolte a mano nei vigneti attorno alla proprietà.

L’aperigusto è stato un vero viaggio alla scoperta dei sapori dell'Isola: Ravioli panteschi con ripieno di ricotta e menta, Pasta alla norma, Cous cous di mare, Panini al polpo e alla caprese, Pizza rossa con capperi e acciughe, Focaccia alla mortadella, frittini di pesce e verdure, Caponata, il Chaki Chuka (verdure cotte al forno e marinate), Formaggi con composta di arance amare e gel di limone. Altro che aperitivo! E per chiudere...il famoso Bacio pantesco. 
In abbinamento sono stati serviti tre vini:
  • Levante: zibibbo secco, fruttato al naso, sapido e ruffiano in bocca. Perfetto con i primi. 
  • Leucos: altro zibibbo secco, ma con profumi floreali e minerali, finale leggermente erbaceo.           
  • Kharuscia:Passito di Pantelleria: classico, ben fatto, uve appassite a mano, dolce ma pulito.             
🍷 Cantina D’Ancona
Qui è stato amore a prima vista. Una cantina storica a conduzione familiare, gestita oggi da Caterina, che ha lasciato l’insegnamento per diventare vignaiola. Insieme al figlio Lorenzo, ex ingegnere gestionale, porta avanti l’azienda con passione.
La degustazione? Più di due ore di chiacchiere come tra amici che si rivedono dopo anni. Abbiamo assaggiato:
  • Maestrale: zibibbo secco, fresco e beverino
  • Scirocco: macerato sulle bucce per 15 giorni, complesso, strutturato, con sentori di frutta appassita, erbe e pietra focaia
  • Fauno (zibibbo vinificato naturalmente): pulito, profumato, molto territoriale
  • Rosso Pì Joco (Nerello + Perricone): fruttato, croccante
  • Cimillia, Passito di Pantelleria: elegante, con note di datteri, albicocche secche e mandorle. Dolce ma mai stucchevole. Da sorseggiare guardando il tramonto.
🍷 Cantine Basile
Piccola cantina, a conduzione familiare a Bukkuram. Fabrizio, il padron dell'azienda, accoglie i clienti con il suo sorriso e il suo sguardo sincero. L'accoglienza è familiare, l'atmosfera genuina. 
Ecco cosa abbiamo assaggiato
  • Sole Luna: zibibbo vinificato in bianco, floreale e salino, ottimo con piatti panteschi tipo melanzane, baba ganoush, olive e ammogghiu (un delizioso pesto pantesco a base di pomodori arrostiti, olio, aglio, e peperoncino)
  • Ginestra: zibibbo naturale, con forti note minerali all’inizio, poi si apre con sentori lievemente floreali. Bella struttura
  • Frate Sole: cabernet franc in purezza, affinato in acciaio per 4 anni. Rosso croccante e fruttato
  • Shamira: passito di Pantelleria, equilibrato, con sentori di albicocca secca e zucchero ben dosato. Molto gradevole



🍷 Donnafugata
Chi va a Pantelleria non può non passare da Donnafugata. Un colosso nella produzione vitivinicola siciliana, che ha una cantina anche a Pantelleria. Un elegante dammuso tra i vigneti, vista mare nella zona di Khamma. La cantina è aperta per visite guidate e particolari esperienze enogastronomiche. Abbiamo scelto di partecipare a due eventi: la serata dedicata al Ben Rye sotto le stelle, ed in Brunch, per poter godere della visita sia nell'atmosfera suggestiva della notte stellata, sia per poter apprezzare l'ambiente circostante e i vigneti di giorno. 

✨ Serata sotto le stelle
Accolti da Federico, in un giardino illuminato solo da candele, abbiamo assaggiato cinque vini abbinati a piccoli piatti:
  • Rosa: vino prodotto  in collaborazione con  Dolce&Gabbana: delicato, fruttato e armonico, abbinato ad un delizioso un bacio pantesco salato
  • Lighea (zibibbo): super profumato, accostato a quenelle di baccalà mantecato
  • Vigna di Gabry (blend di Ansonica, Catarratto, Viogner, Chardonnay e Sauvignon blanc): uno dei miei preferiti per il profumo inebriante che spazia dai sentori fruttati di pesca, alle note floreali di fiore di sambuco, a profumi vegetali e di erbe aromatiche. Viene accostato a un'insalata fredda di quinoa e verdure condita con un profumatissimo olio extravergine di oliva prodotto da Donnafugata
  • Floramundi: da uve Frappato e Nero d'Avola. Note di fragole e prugne e sentori floreali di lavanda. In bocca è pieno e vellutato, con un tannino finissimo e delicato. In abbinamento al  polpo con  maionese ai capperi
  • Mille e una notte: Nero d'Avola che fa un affinamento in barrique per 14 mesi circa. Un vino strutturato e speziato, profondo, servito con spezzatino di tonno
  • Ben Ryé: l’iconico passito di Donnafugata. Una dolcezza ben calibrata, sentori di albicocche secche, fichi e datteri si mescolano con note più minerali, quasi marine. Abbinato ad una mini cheesecake. 


☀️ Brunch in cantina
La visita diurna della tenuta non può prescindere dalla visita al vigneto ed al suggestivo giardino pantesco che custodisce l'albero di Arancio (varietà Portogallo) più grande che io abbia mai visto.  Il brunch viene servito nella sala di degustazione all'interno del Palazzotto. 

  • Pane cunzato abbinato ad un delicato  rosato dell’Etna (delicato ma dal carattere minerale)
  • Chaki chuca (piatto di verdure cotte al forno) con profumatissimo Cerasuolo di Vittoria, dal tannino aggraziato e gentile
  • Pasta ‘ncasciata (timballetto di anelletti) con Tancredi, uno spettacolare blend di cabernet sauvignon, nero d'avola e Tannat. Vino di corpo e struttura che parla di Sicilia fino all'ultimo sorso. 
  •  Infine un raviolo di ricotta fritto alla cannella (poesia pura) perfettamente abbinato ad un calice di Ben Rye..

 Ristoranti da Non Perdere



Pantelleria non è solo mare e vino. È anche piatti genuini, ricette contaminate tra Sicilia e Nord Africa, creatività, tradizione e tanta cura. Ecco alcuni posti che mi sono rimasti nel cuore (e nel palato).
🌿 Il Giardino di Rodo – Scauri
Un luogo incantato, letteralmente. Un giardino segreto con dammuso di famiglia annesso, perfettamente conservato. Puoi anche salire sul tetto e sorseggiare un calice guardando il tramonto: un momento da cartolina.

La cucina? Non è tradizionale, ma reinterpretata con grande gusto, partendo da ingredienti locali.
Crocchette di melanzane: croccanti fuori, soffici dentro, servite con una salsina di pomodoro che era pura poesia.
Spaghetti con crema di zucchine e mandorle: delicati e cremosissimi.
Dessert: mousse alla vaniglia con frutti tropicali. Leggera, fresca, perfetta per chiudere.
Una cena ottima in una location che sembra uscita da un sogno.
 
🐟 Il Principe e il Pirata – Khamma
Un’osteria di mare affacciata su una delle coste più belle dell’isola, lato est. Atmosfera rilassata, piatti che profumano di Pantelleria, ma con uno stile moderno e super curato.
Ravioli fritti con ricotta e menta, serviti con prosciutto di pesce spada: twist geniale su un classico della tradizione.
Ricciola su crema di patate e salsa ristretta di pomodori: equilibrata, saporita, perfetta.
Dessert: mousse di pistacchio con polvere di cioccolato. Golosa senza essere pesante.
Molto bella anche la carta dei vini, soprattutto la selezione di passiti: c’erano praticamente tutte le etichette più rappresentative dell’isola. Super consigliato.

Ma Rai
Un chiosco agricolo situato nei pressi del lago di Venere, che serve panini e insalate con prodotti locali: il panino “Punta Spadillo” con carpaccio di pesce spada, panelle e limone era uno spettacolo. E la birra alla cannella? Strana, ma interessante!  



Da Fare Assolutamente

🚤 Giro in barca dell'Isola. 

Ci sono varie agenzie che offrono tour in barca per scoprire l'isola o noleggiano gommoni o motoscafi. Noi abbiamo optato per il tour in barca con Alex2 che prevedeva il giro completo dell'isola, con tanto di pranzo a bordo. Il giro in barca è il modo più completo (e magico) per scoprire l’isola. Navigare lungo la costa ti permette di esplorare calette e zone selvagge impossibili da raggiungere via terra.
Si possono pertanto vedere da vicino: La Scarpetta di Cenerentola, Cala Cottone, La Balata dei Turchi
E tante grotte e scogliere a picco sul mare

🛍️ Visita all’Emporio del Gusto – Pantelleria centro

Un’enoteca, un ristorante e un piccolo paradiso per chi ama i prodotti tipici. Trovi di tutto
I migliori vini dell’isola, Capperi in tutte le forme, Dolcetti locali, Pasta artigianale
E tante cosine da mettere in valigia… o da farti spedire a casa (comodissimo!)
Ideale per un po’ di shopping dopo una passeggiata nel centro di Pantelleria.
 
🧖 Passeggiata tra grotte e archeologia:

  • Grotta di Sataria: terme naturali con vasche di acqua calda e fredda
  • Sesi: monumenti funerari preistorici, una specie di "Stonehenge pantesco"
  • Grotta di Benikulà: una sauna naturale tra le rocce (io non l’ho provata perché fuori faceva già abbastanza caldo!)

Da Assaggiare (assolutamente!)


Pantelleria si mangia. Si annusa. Si assapora. E non c’è niente che parli dell’isola più del suo cibo: ingredienti semplici, tecniche antiche e una contaminazione continua tra Sicilia e Africa del Nord. Ecco le cose che proprio non puoi non provare se vieni qui.
  • I capperi. Qui i capperi sono una religione. Piccoli, sapidi, profumati. Li trovi ovunque: sotto sale, sott’olio, al naturale. Ma la vera chicca?  La polvere di capperi: capperi essiccati e tritati finemente. Basta un pizzico per dare un twist a qualsiasi piatto. Da provare su verdure grigliate, uova, pesce, pasta… crea dipendenza.
  • Il cous cous di mare: Un’eredità africana reinterpretata in chiave isolana. Frutti di mare, verdure locali, spezie. Buonissimo. Un piatto che racconta la storia e la geografia dell’isola in un solo morso.
  • Il bacio pantesco: due cialde croccanti (a forma di fiore o di stella) che abbracciano un ripieno di ricotta dolce, spesso con gocce di cioccolato. Da sbocconcellare con un calice di passito di Pantelleria
  • L’insalata pantesca: La regina delle schiscette isolane. Un piatto fresco, nutriente e profumatissimo, perfetto da portarsi al mare o per un pranzo easy post-spiaggia. E poi è uno di quei piatti che ti riportano lì, ogni volta che lo prepari.

Vi lascio la ricetta di come la preparo io,  senza dosi, "a sentimento":


 

Ingredienti:
  • Patate lesse
  • Pomodori o pomodorini
  • Capperi
  • Olive (buone!)
  • Cipolla rossa
  • Origano
  • Olio evo
  • Sale
Facoltativi:Tonno, Uovo sodo, Tuma o primo sale

La cipolla consiglio di farla riposare un po’ in acqua e aceto per renderla più digeribile. Le patate lessate  vanno pelate e  tagliate  a tocchetti, poi si uniscono tutti gli altri ingredienti e si condisce con abbondante olio e origano.
Semplice. Fresca. E profuma di Pantelleria.
Al prossimo Viaggio! 


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