Finta trippa: l'unica trippa che mangio volentieri
Io non amo la trippa. Negli anni ho imparato a mangiare un po’ di tutto, ma la trippa proprio non riesco ad apprezzarla. Sarà quell’odore pungente, sarà la consistenza un po’ gommosa… posso assaggiarla, ma l’idea di mangiarne un piatto intero proprio non mi convince.
Anni fa, invece, vidi in tv questa ricetta della finta trippa e mi incuriosì subito. Di carne non ce n’è: la base è una semplice frittata di uova e formaggio, tagliata a striscioline e servita con una salsa di pomodoro profumata da un battuto di sedano, carota e cipolla.
Una spolverata di pecorino e qualche fogliolina di menta, o meglio ancora di mentuccia, completano il piatto.
Ecco, questa trippa la mangio. E pure volentieri.
La preparazione è semplice e il risultato ricorda nell’aspetto la vera trippa, ma con un gusto completamente diverso. Questa è la mia versione: una di quelle ricette che vale la pena provare, soprattutto se, come me, con la trippa avete qualche problema.
Ingredienti
Per la finta trippa
- 5 uova
- Grana Padano grattugiato
- olio extravergine d’oliva
- sale
- pepe
Per la salsa
- 400 ml di passata di pomodoro
- battuto di sedano, carota e cipolla
- olio extravergine d’oliva
- sale
Per completare:
- Pecorino Romano
- menta o mentuccia
Quando le verdure saranno morbide e profumate, unite la passata di pomodoro, aggiustate di sale e lasciate cuocere per una ventina di minuti a fiamma bassa.
Nel frattempo, in una ciotola, sbattete le uova insieme al Grana Padano grattugiato, un pizzico di sale e una macinata di pepe.
Ungete con poco olio una padella larga e preparate una frittata sottile, di circa mezzo centimetro di spessore. Se la padella è piccola, potete preparare più frittatine.
Quando saranno pronte, arrotolatele e, con un coltello, tagliatele a striscioline, proprio come se fossero delle piccole tagliatelle.
Versate la finta trippa di uova nel sugo di pomodoro e mescolate delicatamente, lasciando insaporire per qualche minuto.
Servite ben calda con una generosa spolverata di Pecorino Romano e qualche fogliolina di menta o mentuccia.
Con un piatto così semplice e saporito ci vedo bene un bianco fresco e abbastanza strutturato. Una Vernaccia di San Gimignano, con la sua buona acidità e una piacevole nota sapida, può accompagnare bene la dolcezza del pomodoro e la sapidità del pecorino senza coprire il gusto delicato della frittata.
Servitela fresca, intorno ai 10-12 °C.
E allora sì, davanti a questa finta trippa posso tranquillamente dire: questa la mangio volentieri!




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